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Storia

Tutto cominciò al campo sportivo Squarcia di Ascoli nel 1960, quando un manipolo di ragazzi si vide presentare da Paolo Caucci un pallone mai visto: un pallone ovale. Caucci (oggi docente all'Università di Perugia) era allora studente universitario a Firenze, dove si era accostato al rugby e aveva giocato nel CUS Firenze. I ragazzi che si raccolsero attorno a quello strano pallone non sapevano molto di questo sport, ma non mancavano di entusiasmo. e così nacque una squadra che nel 1963, trovato un piccolo finanziamento diventò la società Amatori Rugby Ascoli e disputò il primo campionato.

Quei ragazzi partivano da zero: non conoscevano neanche bene le regole di gioco e a volte quando l'arbitro fischiava non capivano perché in campo si preoccupavano soprattutto di trovarsi sempre dietro alla palla (prima regola del rugby: la palla può essere passata solo all'indietro). Le sconfitte dei primi tempi furono numerose e altisonanti, anche perché gli ascolani si trovarono di fronte avversari di valore, come le squadre della Marina Militare Roma e dell'Old Rugby Roma, le due Aquilane CUS e Bellicoso, il Viterbo, il Civitavecchia.

 

Intorno al 1966 il caso volle che si trasferisse ad Ascoli per motivi di lavoro, Gianfranco Scaramella, un giocatore aquilano che il rugby lo sapeva anche insegnare. Scaramella allenò per alcuni anni la Amatori Rugby Ascoli che sotto la sua guida acquistò più ordine e uno schema di gioco, e le vittorie cominciarono finalmente ad arrivare. Nel 1967 diventò presidente della società Alighiero Castelli, figura fondamentale del rugby ascolano. Appassionato e instancabile, sempre alle prese con l'eterno problema dei finanziamenti, Castelli fu un punto di riferimento costante per i giocatori, a cui dedicava attenzioni paterne, e che chiamava, naturalmente, "i miei ragazzi". Intanto Giuseppe Flaiani, nella squadra fin dalla prima ora, costretto da un incidente a smettere di giocare, nel 1971 diventò l'allenatore dei suoi ex compagni. Con Alighiero Castelli come presidente e Peppe Flaiani come allenatore, la squadra ascolana visse il suo periodo migliore, diventando nel territorio un punto di riferimento. È di quegli anni la nascita di un'altra squadra nella vicina Ancarano, a dare manforte alla quale andarono Gianni Tofani e Lucio Acciaccaferri, (il secondo anche come allenatore). Ad una famosa sfida tra Ancarano e Ascoli, svoltasi nel 1972 e vinta dagli ancaranesi, qualcuno parlò addirittura di cinquemila spettatori. Nel 1977 l'Ascoli Rugby vinse il campionato di serie C2. Il titolo fu assegnato a tavolino, dopo una finale contro il Bergamo persa sul campo, ma nella quale gli avversari avevano fatto scendere irregolarmente giocatori di serie A. Ma dopo la vittoria in C2, per mancanza di fondi, la squadra non potè iscriversi al campionato della serie superiore. L'attività sportiva andò avanti ancora qualche anno, ma i finanziamenti continuarono a non arrivare e la squadra, nei primi anni ottanta, si sciolse.

Quella dell'Amatori Rugby Ascoli non fu solo una bella avventura sportiva. Il rugby è prova di forza ma anche gioco complesso come gli scacchi. Il Rugby è prova di forza ma anche gioco complesso come gli scacchi. Il rugby è sport di squadra dove si vince e si perse, si picchia o si incassa sempre in quindici. Per quei ragazzi ascolani fu un'esperienza importante, formativa: i giocatori facevano gruppo, si crearono forti amicizie e un senso di appartenenza rimasto sempre vivo. Perché chi è sceso in campo, dicono loro, rimane rugbista per tutta la vita.